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  • Yoga In Coppia | Italia | Accademyc YOGA Bolzano

    Scopri le lezioni di Yoga in coppia all'Academyc Yoga Center di Bolzano con il maestro Sideri Giancarlo. Un percorso speciale per rafforzare la connessione, migliorare la sintonia e condividere il benessere attraverso la pratica dello Yoga.Yoga In Coppia | Italia | Accademyc YOGA Bolzano Yoga in coppia Di seguito alcune posizioni Yoga (Asana) da fare in coppia Scopri la Magia dello Yoga in Coppia: Un Percorso di Connessione e Benessere Lo Yoga in coppia non è solo una pratica fisica, ma un'esperienza profonda di connessione e crescita reciproca. Che tu pratichi con il tuo partner, un amico o un compagno di corso, lo Yoga in coppia permette di rafforzare il legame, migliorare la comunicazione e sviluppare fiducia, indipendentemente dal genere. Attraverso movimenti sincronizzati e il supporto reciproco, potrai esplorare nuovi livelli di consapevolezza e armonia. Ogni lezione è pensata per adattarsi a qualsiasi livello, creando uno spazio sicuro e divertente per tutti. Iscriviti ai nostri corsi di Yoga in coppia e scopri come questa pratica può trasformare il tuo benessere fisico ed emozionale, così come la qualità delle tue relazioni. HOME

  • Mudra | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano

    grazie ai Mudra il tuo corpo gestirà il Prana e lo tratterrà dentro il corpo per una maggiore consapevolezza, i mudra agiscono stabilendo un collegamento dirett I mudra sono posture delle mani molto usate nello yoga e in particolare nella meditazione. I mudra: i sigilli dell’energia L’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, attribuisce a ogni dito della mano un elemento naturale e una correlazione ai chakra , i punti nodali che collegano i canali energetici del prana, l’energia che scorre nel corpo. Anche la medicina cinese, che a questi canali dà il nome di meridiani, individua su ciascun dito un meridiano collegato a un organo del corpo umano. Le dita e i rispettivi elementi e chakra nella tradizione indiana: Dito Elemento Chakra Mignolo Acqua Chakra sacrale Anulare Terra Chakra della radice Medio Cielo, materia sottile Chakra della gola Indice Aria Chakra del cuore Pollice Fuoco Plesso solare In quella che potremmo chiamare una sorta di “riflessologia palmare”, stimolare una determinata parte della mano e delle dita può attenuare disturbi, favorire il rilassamento e aiutare nella concentrazione: il chin mudra di cui abbiamo parlato poco fa, ad esempio, concentra il flusso del prana verso i chakra superiori e aiuta a concentrarsi sulla mente e sul Sé. Nello yoga i mudra sono detti anche chiusure e sono molto usati nella meditazione e nel pranayama, poiché sigillano l’energia nel corpo e ne indirizzano il flusso in una particolare direzione, per stimolare le parti del corpo coinvolte nella respirazione e per rivolgere il prana verso un particolare organo. Con la pratica regolare dello yoga e della meditazione, man mano che la nostra sensibilità si acuisce, non è raro percepire il fluire del prana, per esempio nel calore che si raccoglie sui palmi delle mani rivolte verso l’alto in meditazione. Come lettere che si combinano per formare parole diverse, le dita e le mani possono costruire numerose serie di mudra, a una o a due mani; le loro combinazioni vengono utilizzate in particolari stili di yoga, per esempio il Kundalini yoga. L’ushas mudra è un altro mudra usato nella meditazione. Aiuta a combattere l’apatia, rinfresca le energie e dona lucidità alla mente. Foto tratta dal libro La Meditazione con i Mudra di Andrea Christiansen, Bis Edizioni HOME

  • Bandha | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano

    Con il termine Bandha si intendono delle contrazioni muscolari volontarie che hanno lo scopo di convogliare l’energia in un punto preciso del corpo Bandha è una parola sanscrita che significa letteralmente trattenere, stringere, afferrare. Fa riferimento all’azione fisica che serve per praticare queste importanti tecniche di yoga. Con il termine Bandha si intendono quindi delle contrazioni muscolari che hanno lo scopo di convogliare l’energia in un punto preciso del corpo per evitare che avvengano dispersioni. Nello yoga i Bandha vengono abbinati agli asana, al pranayama e ai mudra per intensificare le posizioni. Hanno inoltre l’importante funzione di preparare il corpo per le pratiche di kriya che sono tecniche di purificazione del corpo. Attraverso la pratica dei bandha si imparano ad utilizzare i muscoli profondi del corpo, muscoli di cui molto spesso non sappiamo l’esistenza e che non utilizziamo spontaneamente. La pratica dei Bandha ci permette di aumentare la consapevolezza del nostro corpo e di riuscire ad utilizzare al meglio l’energia che è dentro di noi. Imparare ad utilizzare questi muscoli è importante per assicurare un buon funzionamento di tutto il corpo, ma non solo: per progredire nello yoga, ed arrivare a fare le posizioni avanzate, come quelle in equilibrio sulle mani, è indispensabile imparare ad utilizzare anche i nostri muscoli pelvici ed addominali. E se pratichi sport scoprirai che imparando a usare volontariamente i muscoli pelvici e addominali otterrai molta più forza ed equilibrio rispetto a quello che potevi immaginare. Quali sono i Bandha? Nell’ “Hatha Yoga Pradipika” e nella “Gheranda Samhita” , che sono testi antichi di yoga, vengono descritti 4 bandha – ovvero movimenti – che possono essere associati a tre zone del corpo. (Più uno che li comprende tutti.) Mula Bandha Mula significa radice – o fondamenta – e si trova alla base della colonna vertebrale. Questo bandha si esegue contraendo la muscolatura che si trova nel “pavimento pelvico”, ovvero nella zona compresa tra ano e genitali. Per individuare il punto esatto di mula bandha puoi provare a fare questo facile esercizio: inspira lentamente contraendo la zona perineale (come se dovessi trattenere la pipì 🙂 ) ed espira in profondità e molto lentamente. Noterai che al termine dell’espirazione i muscoli del pavimento pelvico si rilassano perchè sono naturalmente allenati ad espellere anche l’ultima particella di aria. È in questa zona del corpo che devi effettuare Mula Bandha. In questa zona è anche ideologicamente collocato il nostro primo chakra che si chiama Muladhara (mula = radice e adhara=sostegno). Per maggiori informazioni circa il magico mondo dei chakra, puoi dare un occhiata a questo post: Cosa sono i Chakra, come funzionano e come prendercene cura grazie allo Yoga >> Questo chakra stimola le ghiandole endocrine che servono per secernere ormoni che regolano l’attività dei nostri organi riproduttivi. Benefici di Mula Bandha Attraverso i movimenti di contrazione e dilatazione le pareti pelviche e addominali vengono rinforzate. Praticare Mula Bandha è molto utile per: prevenire disturbi all’apparato genitale ed escretore; prevenire prolassi uterini; prevenire emorroidi; prevenire l’ incontinenza; fa star bene anche mogli e mariti, in quanto stimola l’attività sessuale. Come si esegue? Portati in una posizione seduta a gambe incrociate. Per aiutarti a mantenere la colonna diritta puoi appoggiare un blocco yoga o un cuscino sotto il sedere. Appoggia le mani sulle ginocchia. Rilassa il collo e le spalle. Inizia a portare l’attenzione al tuo respiro ed esegui qualche ciclo di respirazione yogica completa. (Dai un’occhita a questo post per sapere come si fa). Quando il respiro sarà rilassato, inspirando, contrai i muscoli nella regione del perineo e tirali verso l’alto. Espirando, rilascia i muscoli pelvici. Ripeti per una decina di volte. Mula bandha si può praticare anche in sospensione del respiro, sia dopo l’inspirazione, che dopo l’espirazione. In questo caso mantieni l’apnea fino a quando non senti il bisogno di respirare nuovamente, ma come al solito ricordati di non forzare mai le posizioni o la respirazione Uddiyana Bandha Uddiyana significa sollevare, ed è riferito al sollevamento del diaframma. Questo bandha si esegue spingendo la muscolatura dell’addome all’interno e verso l’ombelico – espirando – e poi trattenendo il respiro. L’addome va rilasciato quando si sente di nuovo il bisogno di respirare. Durante Uddiyana bandha la pancia rientra notevolmente; guarda la foto, fa quasi impressione! Questo strano effetto succede perchè il diaframma viene spinto verso l’alto, in questo modo il torace si espande, anche se i polmoni sono vuoti d’aria. Ovviamente è una tecnica che va eseguita a stomaco vuoto, non fare come me che mentre sto scrivendo questo post – a pancia piena – sto provando a farlo e adesso ho mal di stomaco! In questa zona, cioè all’altezza del nostro ombelico, si trova anche Manipura Chakra, ovvero il nostro “generatore di energia”. Questo chakra stimola le ghiandole endocrine surrenali ed il pancreas. Benefici Uddiyana bandha tonifica il diaframma; massaggia il cuore; stimola milza, fegato e intestino; ha effetti benefici sulla digestione. Come si esegue? Portati in piedi. (Puoi farla anche seduto, ma in questo caso dovresti metterti in una posizione meditativa avanzata, tipo siddha jony asana o padmasana, con le ginocchia che appoggiano al pavimento.) Separa le gambe alla larghezza delle spalle. Inspira profondamente dalle narici. Espirando, piegati in avanti e appoggia le mani appena sopra le ginocchia. Mantieni le braccia distese e le gambe leggermente piegate. Quando hai completamente svuotato i polmoni, tira verso l’interno la regione addominale, in special modo la zona sopra l’ombelico, e spingila verso l’alto e verso la spina dorsale. Mantieni l’apnea fino a quando ti è possibile, sempre senza forzare mi raccomando! Quando senti il bisogno di respirare di nuovo, rilassa l’addome, solleva il busto e inspira lentamente. Rilassa il respiro per qualche secondo, prima di ripetere nuovamente. Ripeti per 3 volte. Quando avrai preso dimestichezza con la pratica potrai ripetere fino a 10 volte. Jalandhara Bandha Jala in sanscrito significa rete, grata o tela. Dhara vuol dire “trazione verso l’alto” o anche “porta superiore”. Jalandara Bandha si fa contraendo la gola e abbassando il mento verso il petto, mantenendo l’apnea. In questo modo si riduce la pressione arteriosa verso il cervello; i battiti del cuore rallentano e la mente si calma. In questo processo viene beneficiato soprattutto il sistema nervoso. Jalandhara bandha lavora in corrispondenza del 5 chakra, o chakra della gola. Questo chakra stimola la ghiandola endocrina tiroide. Benefici: Protegge il cervello, gli occhi e le orecchie interne dalla pressione del respiro trattenuto; incrementa la produzione di ormoni tiroidei, indispensabili al metabolismo cellulare e al processo di crescita; calma la mente. Come si esegue? Secondo gli insegnamenti tradizionali dovresti metterti seduto in una posizione meditativa avanzata (siddha jony asana o padmasana) con le ginocchia che appoggiano al pavimento. E’ chiaro che è una condizione raggiungibile da pochi, per questo un’alternativa è mettersi in piedi, ma in realtà sono convinta che la puoi fare tranquillamente anche seduto a gambe incrociate. Inizialmente anche io non riuscivo a mettermi in posizione meditativa, ma facevo Jalandhara bandha nella posizione semplice, cioè seduta a gambe incrociate. Con il passare del tempo e con la pratica mi sono resa conto che è molto più facile riuscire a fare questo bandha mettendosi in posizione meditativa, ma ciò non toglie che si possa fare ugualmente anche rimanendo seduto a gambe incrociate, come ti riesce meglio e senza sentire dolori alle ginocchia. Portati seduto in una posizione meditativa o seduto a gambe incrociate. Appoggia le mani sulle ginocchia. Inspira profondamente dalle narici. Espirando piegati in avanti. Mantieni le braccia rilassate. Espira e piega la testa in avanti, portando il mento verso lo scavo dello sterno, tra le due clavicole, in modo che le vertebre cervicali vengano stirate e che la gola sia compressa. Tieni la posizione finale fino a quando non senti il bisogno di respirare nuovamente Poi rilascia la chiusura del mento, solleva la testa e lentamente inspira. Ripeti fino a 5 volte Jalndhara bandha può essere fatto anche dopo un’inspirazione. Maha Bandha Maha in sanscrito significa grande. Si tratta di una “grande chiusura”, che si fa eseguendo i primi tre bandha contemporaneamente. In questo modo l’energia pranica viene raccolta nella parte bassa del corpo e indirizzata per risalire il canale energetico principale – Shumshumna – e per raggiungere il settimo chakra che si trova sulla sommità del capo. È una chiusura che porta grandi benefici, in quanto unisce i benefici di tutti e tre bandha precedenti. Questo bandha influenza le secrezioni ormonali della ghiandola pineale e regola l’intero sistema endocrino. Grazie a questa pratica i processi degenerativi e di invecchiamento vengono controllati e ogni cellula del corpo viene ringiovanita. Benefici Regola l’intero sistema endocrino. Controlla il processo degenerativo e di invecchiamento. Calma la mente. Prepara corpo e mente alla meditazione. Come si pratica? E’ una tecnica avanzata, perciò è meglio farla quando si ha raggiunto dimestichezza con tutti i bandha spiegati in precedenza. Si pratica solo tenendo l’aria fuori, dopo aver completato l’espirazione, e a stomaco vuoto. Siediti in una posizione meditativa (siddhasana o siddhayoni asana) oppure nella posizione semplice a gambe incrociate. Appoggia le mani sulle ginocchia. Rilassa il collo e le spalle. Inspira ed espira profondamente. Pratica i bandha partendo dall’alto seguendo quest’ordine: jalandhara bandha, uddiyana bandha e infine mula bandha. Trattieni il respiro fino a quando senti il bisogno di respirare nuovamente, non andare oltre. Poi lentamente rilascia i bandha partendo dal basso: mula bandha, uddiyana bandha, jalandhara bandha. Solleva la testa e lentamente inspira. Si può ripetere fino a 9 cicli ma è comunque una pratica abbastanza avanzata, quindi è sempre meglio essere seguiti da un insegnante. Imparare ad utilizzare i bandha è una pratica che possiamo esercitare nella vita di tutti i giorni, anche al di fuori del tappetino. Per esempio quando devi fare degli sforzi intensi, prova ad utilizzare mula bandha e uddhiyana bandha contraendo i muscoli pelvici e addominali e vedrai la differenza! Se vuoi suggerire anche a qualcun’ altro come imparare ad utilizzare muscoli che non sapeva neanche di avere, condividi questo post sui tuoi social! Trattenere fa bene, ma condividere anche! *Immagini tratte da Google immagini HOME

  • Meditazione | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano

    La meditazione, vari aspetti e tecniche diverse spiegate dai grandi maestri per entrare in contatto con il divino Meditazione In questa pagina ti offriamo un orientamento sulle diverse tradizioni spirituali e le relative tecniche di meditazione, con l'obiettivo di evidenziare il valore di ciascuna e favorire un approccio integrato. Esistono vari modi di meditare; nel corso dei secoli, le diverse tradizioni spirituali orientali hanno sviluppato tecniche e percorsi differenti per la crescita della coscienza attraverso la meditazione. Tuttavia, ci sono elementi comuni che accomunano le varie forme di meditazione. Uno di questi è lo sviluppo della consapevolezza: ogni tecnica meditativa collaudata nel tempo mira a incrementare la consapevolezza dell'individuo. A seconda della tradizione, questa consapevolezza può essere indirizzata su sfere differenti. Ad esempio, la meditazione taoista inizialmente focalizza l'attenzione sull'energia vitale del corpo, il chi, che in India viene chiamato prana. La tradizione buddista, invece, si concentra sulla consapevolezza del corpo fisico e della mente, mentre la tradizione tantrica, da cui deriva lo yoga, promuove sin da subito la consapevolezza della sfera spirituale. È importante comprendere che la consapevolezza deve essere sviluppata su tutti i livelli dell'esistenza. Le differenze tra le tradizioni risiedono nel punto di partenza del percorso di trasformazione interiore. Un secondo elemento comune a tutte le tradizioni, forse il più significativo, è che tutte mirano allo stesso obiettivo finale: l’autorealizzazione dell’individuo, che può essere chiamata satori, nirvana o samadhi. L'illuminazione si verifica quando la coscienza dell'individuo si espande completamente, abbracciando ogni aspetto dell’esistenza – fisico, mentale e spirituale. Non esiste dunque una tecnica migliore di un'altra. Per approcciarsi alla meditazione in modo efficace, è utile comprendere questo principio, evitando giudizi e discriminazioni, che ostacolano lo sviluppo della coscienza. Ogni persona è unica e potrebbe trovarsi meglio con una tecnica piuttosto che con un'altra, a seconda della propria costituzione mentale o del momento esistenziale in cui si avvicina alla meditazione. Inoltre, durante diverse fasi della vita, si può sentire il bisogno di esplorare nuove tecniche per arricchire ulteriormente la propria pratica, senza necessariamente creare confusione spirituale. Di seguito, ti offriamo una panoramica delle principali tradizioni che conosciamo, con l’invito ad approfondire attraverso letture, corsi e, soprattutto, con il supporto di Maestri e insegnanti esperti. Essere guidati nella pratica meditativa è fondamentale. Ricorda: non esiste un metodo migliore di un altro, ma esiste un metodo più adatto alla personalità di ciascuno. Meditazione tantrica Lo yoga ha origine nella cultura tantrica, e le tecniche di meditazione utilizzate nello yoga si basano sulla conoscenza del corpo sottile, composto dai chakra (centri di coscienza) e dai nadi (canali sottili). Attraverso un percorso meditativo strutturato su più livelli, lo yogi lavora sui corpi sottili armonizzandoli grazie a tecniche tramandate da millenni all'interno del Tantra. L’obiettivo principale di queste tecniche è risvegliare la Kundalini, l’energia dormiente che risiede alla base della colonna vertebrale, nel muladhara chakra, il primo centro psico-spirituale del corpo. Attraverso l’uso di strumenti come mantra e yantra, e utilizzando facoltà mentali come l’intento, l’immaginazione e la visualizzazione, lo yogi compie passi precisi sul proprio percorso evolutivo, espandendo progressivamente la coscienza fino a raggiungere il nirvikalpa samadhi, ovvero la fusione della coscienza individuale con quella cosmica. Il percorso meditativo nello yoga è caratterizzato dal fatto che, fin dall'inizio, il praticante si impegna a stabilire un contatto con il proprio Sé profondo, sperimentando una connessione diretta con la Coscienza Cosmica. Questa connessione si manifesta durante la meditazione, in momenti di ananda (beatitudine). Le tecniche della meditazione tantrica promuovono l’evoluzione dell’individuo sviluppando, fin dall'inizio, la consapevolezza della propria identità spirituale. Le scuole di yoga, fondate da vari Maestri nel corso dei secoli, utilizzano tecniche spesso molto simili tra loro. Nonostante alcune differenze, tutte condividono una base comune: la rimozione dei samskara, i semi karmici accumulati che ostacolano l'espansione della coscienza. Un esempio di percorso meditativo tantrico è il sistema insegnato da Shrii Shrii Anandamurti, un Maestro vissuto nel secolo scorso che ha riportato alla luce le tecniche del Tantra originario, ridefinendolo come una scienza spirituale. Alcune delle tecniche principali includono: Iiswara Pranidhana: attraverso questa tecnica, il praticante sviluppa progressivamente la consapevolezza della propria natura spirituale, liberandosi dai condizionamenti della mente e dal karma accumulato in vite passate. Madhu Vidya: una tecnica che porta la meditazione nella vita quotidiana, insegnando a vivere senza accumulare nuovi samskara. Tattva Dharana: utilizzando strumenti come mantra e yantra, il praticante purifica gli elementi sottili del proprio essere, favorendo il risveglio della Kundalini. Pranayama: una tecnica di respirazione combinata con la meditazione che permette di controllare l’energia vitale, indirizzandola verso la crescita della coscienza. Chakra Shodana: un sistema di purificazione profonda dei centri sottili del corpo, che apre la strada per il risveglio della Kundalini. Dhyana: la fase finale della meditazione, dove il praticante abbandona tutti i supporti precedenti per fondersi completamente con l’obiettivo spirituale. Sebbene molte tecniche siano facilmente accessibili, spesso attraverso una diffusione non sempre genuina delle arti orientali, il vero percorso meditativo legato allo yoga richiede l'iniziazione e la guida di un Maestro. Meditazione buddista Il Buddha ha viaggiato in Asia per oltre 40 anni, diffondendo i suoi insegnamenti e dando origine a un'importante attività spirituale. Le sue idee si sono radicate in diverse culture asiatiche, dando vita a varie scuole di pensiero. Oggi il buddismo si presenta in molte forme, ma tutte le tecniche di meditazione condividono lo sviluppo della consapevolezza attraverso l’osservazione interiore, con l’obiettivo di rimanere presenti senza cercare di modificare i fenomeni che si manifestano. Il "qui ed ora" è il fondamento di queste pratiche, una base per preparare la mente all'esplorazione dei livelli più profondi del Sé. Tra le tecniche buddiste più conosciute c’è la meditazione Vipassana, che si articola in tre fasi principali: Anapana: osservazione del respiro. Concentrandosi sul respiro nel presente, il praticante inizia a sviluppare la concentrazione necessaria per ampliare la consapevolezza. Vipassana: la tecnica principale, in cui l’attenzione si sposta sulle sensazioni corporee. Il praticante impara a percepire il corpo in profondità, sviluppando una consapevolezza olistica di sé e dell’ambiente circostante. Metta Bhavana: in questa fase, i benefici della meditazione vengono condivisi con il mondo esterno, sviluppando l’aspetto spirituale del dare amore incondizionato. Meditazione Zen Lo Zen ha avuto origine in Giappone, influenzato dalla tradizione buddista. La meditazione Zen mira a sviluppare la consapevolezza partendo dalla sfera mentale. Un elemento chiave della pratica Zen è l’attenzione alla cura dell’ambiente, che aiuta a mantenere la mente focalizzata su una cosa alla volta. Tra le tecniche principali dello Zen troviamo: Zazen: meditazione seduta. Durante questa pratica, si sviluppa la capacità di osservare i pensieri senza esserne coinvolti, portando infine a sperimentare il satori, uno stato di vuoto mentale e pace. Kin-hin: meditazione camminata, che aiuta a portare lo stato meditativo nella quotidianità. Meditazione taoista Il Taoismo è il fondamento della cultura spirituale cinese, e all'interno di questo straordinario contesto si sono sviluppate tecniche di meditazione che favoriscono l'espansione della coscienza individuale attraverso il lavoro sull'energia. Armonizzando il chi (energia vitale), la coscienza può crescere e promuovere l'evoluzione interiore. Come nello yoga indiano, il sistema taoista comprende una serie di pratiche fisiche, come il Qi Gong e il Tai Chi, e una serie di tecniche meditative, tra cui la più conosciuta è la Piccola Circolazione Celeste (Xiao Zhoutian). Gli antichi taoisti hanno sviluppato una conoscenza dettagliata dell'energia interna, scoprendo che essa fluisce attraverso un complesso reticolo di condotti energetici che permeano il corpo. Hanno capito che il benessere fisico, mentale e spirituale dipende dal libero fluire di questa energia. Oggi, grazie agli insegnamenti dei Maestri taoisti, sappiamo che la crescita spirituale, la guarigione fisica e la longevità sono possibili coltivando e armonizzando l'energia vitale. Ogni postura, emozione, pensiero o sentimento influenza la qualità e la quantità dell'energia interna, modificandone il flusso. Fattori come lo stress, le emozioni negative e le cattive abitudini possono ostacolare il flusso del chi, creando blocchi energetici che possono portare a malattie fisiche o squilibri psichici. Le pratiche taoiste mirano a risparmiare, accumulare e dirigere il chi, liberando il corpo da qualsiasi energia negativa. La meditazione taoista lavora per stabilire una corretta circolazione dell'energia vitale, creando una condizione ideale per lo sviluppo spirituale. Come altre tradizioni, anche il Taoismo offre tecniche sempre più raffinate per chi riesce a controllare l'energia vitale e accedere ai piani più profondi dell'esistenza, promuovendo un'alchimia interiore che espande la coscienza. Tra le tecniche più diffuse troviamo: Xiao Zhoutian (Piccola Circolazione Celeste): Questa tecnica di base, se praticata con costanza, aiuta il praticante a imparare a guidare l'energia vitale con la volontà. Gli effetti di questa tecnica si manifestano rapidamente nel corpo fisico, poiché lavorare sull'energia interna produce cambiamenti tangibili. Il sorriso interiore: Una tecnica semplice ma efficace, che ha un impatto profondo sull'energia del corpo. Si può notare, nelle rappresentazioni del Buddha, un leggero sorriso sul suo volto. Questo sorriso fisico si riflette in un processo interiore, in cui il praticante rilassa ogni organo del corpo, mettendolo nella condizione ideale per ricevere correttamente l'energia vitale. Meditazione Vipassana: Un Viaggio verso la Consapevolezza Profonda La meditazione Vipassana, conosciuta anche come "meditazione di visione profonda", è una delle tecniche di meditazione più antiche dell'India, risalente a oltre 2500 anni fa. Originaria degli insegnamenti del Buddha, Vipassana è un percorso di auto-osservazione e profonda consapevolezza, volto a liberare la mente dalle impurità e raggiungere una piena comprensione della realtà. Il Significato di Vipassana La parola "Vipassana" deriva dalla lingua Pali e significa "vedere le cose come realmente sono". Questa pratica mira a sviluppare una consapevolezza diretta e priva di giudizio, portando l'individuo a una comprensione intuitiva della natura impermanente di tutte le cose. La Vipassana si differenzia da altre forme di meditazione in quanto non si concentra su oggetti esterni, ma sulla realtà interna dell'individuo, invitando a osservare con attenzione i pensieri, le emozioni e le sensazioni fisiche che emergono nel momento presente. Come si Pratica Vipassana La meditazione Vipassana viene praticata sedendosi in una posizione confortevole, con la schiena dritta e gli occhi chiusi. Il praticante porta la propria attenzione al respiro, osservando l'entrata e l'uscita dell'aria dalle narici, senza modificarne il ritmo. Questo semplice atto di osservazione aiuta a sviluppare concentrazione (Samatha) e stabilire una base di calma mentale. Dopo aver raggiunto un certo livello di concentrazione, l'attenzione viene estesa a tutto il corpo, esplorando le sensazioni fisiche, le emozioni e i pensieri che emergono. L'obiettivo non è reagire a queste sensazioni, ma osservarle con equanimità, comprendendo che tutte le esperienze – siano esse piacevoli o dolorose – sono transitorie e in costante cambiamento. I Benefici della Meditazione Vipassana Vipassana non è solo una pratica spirituale, ma ha anche profondi effetti benefici sul benessere fisico e mentale. Alcuni dei principali benefici includono: Chiarezza Mentale: Aiuta a sviluppare una mente più limpida e calma, favorendo una maggiore concentrazione e capacità di prendere decisioni con lucidità. Riduzione dello Stress: Attraverso l'osservazione delle sensazioni e dei pensieri, si impara a non reagire impulsivamente alle emozioni negative, riducendo stress e ansia. Maggiore Consapevolezza: Vipassana coltiva la consapevolezza di sé, favorendo una comprensione più profonda delle proprie reazioni, abitudini e schemi di pensiero. Trasformazione Interiore: La pratica regolare aiuta a dissolvere le impurità mentali, promuovendo una trasformazione interiore e un senso di pace duraturo. Sviluppo dell’Equanimità: Si apprende a mantenere una postura mentale neutra, senza lasciarsi travolgere dalle esperienze negative o positive. La Pratica in un Ritiro Vipassana I ritiri di Vipassana, che possono durare dai 3 ai 10 giorni o più, offrono l'opportunità di immergersi completamente nella pratica. Durante il ritiro, i partecipanti osservano un rigido codice di disciplina, che include la nobile osservanza del silenzio, la non comunicazione con gli altri partecipanti, e la meditazione per molte ore al giorno. Questo ambiente favorisce l'introspezione profonda e permette di sviluppare una consapevolezza acuta delle sensazioni corporee e dei processi mentali. Conclusione La meditazione è un potente strumento per chiunque desideri esplorare la propria mente, comprendere la natura della sofferenza e scoprire un percorso verso la liberazione interiore. Non è una pratica basata sulla fede, ma sull'esperienza diretta: ognuno può verificare, attraverso la propria osservazione, la verità delle intuizioni che la meditazione offre. Se sei interessato a intraprendere il viaggio nella meditazione , ricorda che è una pratica che richiede pazienza, costanza e dedizione. I benefici, però, possono trasformare radicalmente la tua vita, portando a una maggiore serenità, consapevolezza e armonia interiore. HOME Esplora la tua via verso la consapevolezza con Accademyc Yoga Center Che tu sia interessato alla profondità della meditazione tantrica, alla calma della pratica Zen, alla saggezza millenaria del Taoismo o alla chiarezza della meditazione Vipassana, ogni tradizione offre un’opportunità unica per esplorare e trasformare la tua coscienza. Nessun percorso è migliore di un altro, ma esiste quello più adatto alla tua personalità e al tuo momento di vita. Presso l’Accademyc Yoga Center di Bolzano, siamo qui per guidarti in questo viaggio. I nostri insegnanti esperti ti accompagneranno passo dopo passo, aiutandoti a scegliere la tecnica meditativa più in sintonia con le tue esigenze, per iniziare o approfondire il tuo cammino spirituale. Non importa da dove parti, ciò che conta è iniziare e farlo con il giusto supporto. Contattaci oggi stesso per scoprire i nostri corsi di meditazione e inizia a sperimentare i benefici di una pr consapevole. La tua trasformazione interiore inizia qui, all'Accademyc Yoga Center.

  • Centro Campane tibetane | Accademyc YOGA Bolzano | Bolzano

    centro campane tibetane dell' Accademyc Yoga Center di Bolzano. Trattamenti armonici

  • Cosa dicono di noi | accademyc yoga

    Leggi le testimonianze degli studenti del maestro Sideri Giancarlo all'Academyc Yoga Center di Bolzano. Esperienze autentiche di trasformazione attraverso la pratica dello Yoga, la filosofia e il percorso di crescita personale. Ecco alcune recensioni inviate dai nostri affezionati allievi che frequentano il nostro centro Yoga. Desideriamo esprimere, come loro insegnanti, la nostra più sincera gratitudine per aver condiviso con noi le nostre lezioni. Karin B. "Esperienza straordinaria al centro Accademyc yoga! Insegnanti esperti e ambiente sereno hanno trasformato il mio percorso di benessere. Altamente consigliato per ritrovare equilibrio e pace interiore." Viola S. "Il centro yoga è un'oasi di pace e armonia. Gli insegnanti sono meravigliosi e l'atmosfera è magica. Un vero toccasana per tutta me stessa." William T. "Da quando frequento questo centro yoga, ho scoperto un nuovo livello di benessere. Gli insegnanti sono competenti e ispiratori, creando un ambiente accogliente e stimolante. È una vera e propria rinascita per corpo, mente e spirito." Ginevra B. "Partecipare alle lezioni di yoga nel centro di Giancarlo è stata un'esperienza trasformativa. Il suo approccio unico e la sua profonda saggezza hanno arricchito ogni sessione. Mi sento più centrata e serena. Giancarlo non è solo un maestro, ma un vero mentore." Daniela C. "Le lezioni di yoga con il maestro Giancarlo sono pura magia. Ogni sessione è un viaggio di crescita e benessere. Sono grata per questa meravigliosa esperienza di vita." HOME Giulia G. "Frequentare l'Accademy Yoga Center sotto la guida del maestro Giancarlo è un'esperienza straordinaria. Ogni lezione è un momento di puro arricchimento, tra relax e rinnovata energia. Giancarlo è un maestro eccezionale, un faro di saggezza e ispirazione."

  • Programma-yoga-livello-1 | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano

    programma Yoga livello 1 per tutti i nuovi allievi dell'Accademyc Yoga Bolzano diretto e curato nei minimi dettagli da Giancarlo Sideri Posizioni in piedi TADASANA - posizione della montagna UTTANASANA - posizione della pinza VRKSASANA - posizione dell'ALBERO UTTHITA TRIKONASANA - posizione del triangolo UTTHITA PARSVAKONASANA - posizione del triangolo esteso PARSVOTTANASANA - allungamento laterale profondo VIRABHADRASANA 1 - posizione del guerriero 1 VIRABHADRASANA 2 - posizione del guerriero 2 PRASARITA PADOTTANASANA 1 - posizione di allungamento profondo con massima apertura dei piedi UTKATASANA - posizione della sedia PARIVRTTA UTKATASANA - posizione della sedia in torsione APERTURA DELLE ANCHE BADDHA KONASANA - posizione del ciabattino SUPTA PADANGUSTHASANA - posizione coricata con estensione della gamba PIEGAMENTI IN AVANTI JANU SIRSASANA - posizione testa verso/sul ginocchio DANDASANA - posizione del bastone a terra PASCHIMOTTANASANA - posizione della pinza da seduti NAVASANA - posizione della barca PARIVRTTA JANU SIRSASANA -testa ruotata verso/sul ginocchio TORSIONE DA SEDUTI ARDHA MATSYENDRASANA - posizione del signore dei pesci PIEGAMENTI ALL'INDIETRO (POSIZIONI DI APERTURA) SALABHASANA - posizione della locusta URDHVA MUKHA SVANASANA - posizione del cane con la faccia in su USTRASANA - posizione del cammello BILANCIAMENTO SULLE BRACCIA ADHO MUKA SVANASANA - posizione del cane a faccia in giù VASISTHASANA - posizione del saggio Vasistha CHATURANGA DANDASANA - posizione del bastone a terra INVERSIONI VIPARITA KARANI - posizione della candela (facile) SARVANGASANA - posizione della candela HALASANA - posizione dell'aratro POSIZIONI DI RECUPERO BALASANA - posizione del bambino SAVASANA - posizione del cadavere SURYA NAMASKARA सूर्य नमस्कार Il Saluto al sole, in sanscrito Surya, che significa “sole”, e Namaskara “saluto”, è la pratica di yoga più conosciuta al mondo… anche se in realtà esistono tanti tipi di saluto al sole. Infatti, a seconda dello stile di yoga di riferimento, la sequenza può presentare delle varianti nelle posizioni. Questa versione, che facciamo dopo il riscaldamento e prima delle Asane che è la versione più conosciuta e praticata, viene insegnata nei corsi di Hatha Yoga e Raja Yoga. Surya Namaskara è considerata una sequenza completa perchè attiva tutti i muscoli del corpo ed attiva una parte dei 7 Chakra principali. Sono una serie di 12 posizioni che vengono eseguite in modo fluido e dinamico, coordinando il respiro al movimento del corpo. HOME

  • Yoga Meeting Merano 2026 | accademyc yoga bolzano

    Shaolin Yoga al Yoga Meeting Merano 2026 | Giancarlo Sideri – Accademyc Yoga Bolzano Per la prima volta al Yoga Meeting Merano,lo Shaolin Yoga ha preso forma,respiro e presenza. Davanti a me più di 40 persone… ma in realtà era un unico grande campo energetico: corpi in movimento, menti attente, cuori aperti. Non è stata solo una lezione. È stata un’esperienza vissuta insieme, passo dopo passo,tra forza e ascolto,radicamento e leggerezza, in quella sottile armonia dove lo Yoga incontra la disciplina Shaolin e diventa qualcosa di nuovo, vivo, autentico. Nonostante il tempo breve, il calore della sala,e l’intensità del momento… abbiamo attraversato la pratica con presenza e determinazione, creando un flusso continuo che ha unito tutti. Questo per me è il vero senso dell’insegnare: trasmettere, condividere, accendere qualcosa che va oltre il gesto. Oggi, a Merano, quel qualcosa si è acceso.E sono certo che continuerà a crescere. Grazie a ciascuno di voi per esserci stato, per l’energia, l’ascolto e la fiducia. Con gratitudine profonda Giancarlo Sideri Accademyc Yoga Center Cos’è lo Shaolin Yoga Lo Shaolin Yoga è una disciplina innovativa che unisce: ✔ lo yoga tradizionale ✔ la preparazione fisica dei monaci Shaolin ✔ esercizi posturali e funzionali Questa pratica è ideale per: migliorare la postura aumentare forza e stabilità sviluppare concentrazione mentale ridurre stress e tensioni Corsi di Shaolin Yoga a Bolzano Dopo il successo al Yoga Meeting Merano 2026, lo Shaolin Yoga continua a Bolzano presso: 👉 Accademyc Yoga Center Sono disponibili: corsi di yoga di gruppo lezioni individuali percorsi personalizzati Ideale per chi cerca un corso yoga a Bolzano completo e innovativo. Contatti e informazioni; Vuoi ricevere il manuale dello Shaolin Yoga o partecipare ad una lezione? 👉 Scrivimi su WhatsApp 📱 348 5188414

  • yoga con i piu piccolini | accademyc yoga

    YScopri i corsi di Yoga per bambini all'Academyc Yoga Center di Bolzano con il maestro Sideri Giancarlo. Un'opportunità per i più piccoli di sviluppare concentrazione, equilibrio e serenità attraverso la pratica del Yoga in un ambiente accogliente e divertente. HOME

  • Pranayama | Accademyc YOGA Bolzano | Bolzano

    Il Pranayama è il controllo (āyāma) del soffio vitale (prāna) attraverso un insieme di tecniche di respirazione. Il pranayama è il quarto stadio delle otto brac Prānāyāma è il controllo (āyāma) del soffio vitale (prāna) attraverso un insieme di tecniche di respirazione. Il pranayama è il quarto stadio delle otto braccia dello yoga di Patanjali e il secondo stadio dello Hatha Yoga secondo lo Hathayogapradipika. Un esercizio di pranayama consiste solitamente in una serie di cicli respiratori composti da tre fasi: inspirazione (puraka), ritenzione (kumbaka) e espirazione (recaka). Il pranayama si pratica in un luogo tranquillo e in posizione meditativa, per esempio nella posizione del loto (padma-āsana) HOME

  • Mantra | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano

    I mantra indiani molto antichi hanno avuto origine nei testi sacri dei Veda dove si dà enorme importanza alla ripetizione dei nomi di Dio per la liberazione I Mantra Anche i Mantra rientrano nelle tecniche yoga di interiorizzazione della coscienza; più precisamente s’incentrano tra pratyahara e dharana. I Mantra sono suoni o vibrazioni che portano la coscienza oltre il corpo e la mente (manas trayate). Generalmente in lingua sanscrita (o lingue di derivazione sanscrita) si compongono di parole o frasi che vengono ripetute per un certo numero di volte (japa) anche con l’utilizzo di un mala (rosario indiano) per ottenere un dato effetto. Esistono molti mantra e per scopi diversi (per la compassione, il perdono, l’amore, la conoscenza, la guarigione..). I Bija mantra (mantra seme) sono i più potenti: LAM, VAM, RAM, IAM, HAM, OM, SILENZIO corrispondenti ai 7 chakra ne racchiudono l’essenza energetica. Ci sono tre modi per recitare un mantra: ad alta voce; mentalmente; e nel silenzio ascoltandone il suono nei chakra (ogni chakra produce un suono specifico oltre ad avere un proprio bija mantra). Il SO HAM “Io sono Quello (Dio)”, abbinato all’inspirazione e all’espirazione, corrisponde al suono naturale del respiro. Esso è considerato nelle Upanishad maha vakya (grande parola). Ascoltare il suono So Ham mentre respiriamo rilassa il corpo e la mente cosciente. Per scendere anche nell’inconscio si ricorre al mantra personale (la vibrazione interiore individuale), che può essere dato solo da un Guru e da lui udito in profondi stati meditativi (tutti i mantra sono suoni rivelati ai Maestri e ai veggenti negli stati profondi della meditazione). I mantra indiani molto antichi hanno avuto origine nei testi sacri dei Veda dove si dà enorme importanza alla ripetizione dei nomi di Dio per la liberazione della propria anima: Il Pranava AUM è il più importante, la sorgente di tutti i mantra e rappresenta il Brahman assoluto da cui ha avuto origine la Creazione. Alla base della Manifestazione ci sono onde energetiche vibratorie fatte di luce e suono (bindu e nada ), i mantra evocano l’energia creativa originaria fatta di luce e suono, invertendo il processo di densificazione della coscienza nella materia. La parola OM è l’abbreviazione di tre lettere. A, U, M. La A si recita all’ombelico, la U al cuore e la M dal naso verso l’ajna chakra. Le tre lettere rappresentano i tre stati di coscienza: la A la veglia, la U il sogno e la M il sonno profondo. Nella veglia la coscienza è esteriorizzata nel mondo esterno attraverso i sensi, nel sogno la coscienza è interiorizzata e rilascia le proprie proiezioni interiori, nel sonno profondo (sonno senza sogni) la coscienza non ha né un oggetto esterno né un oggetto interno cui rivolgersi ma oltrepassa il corpo e la mente espandendo la consapevolezza. La stessa cosa avviene con la recitazione o meglio con l’ascolto dei mantra. Alcune tecniche superiori del raja yoga insegnano a vedere le luci ed a udire i suoni dei centri energetici portando alla fine ad ascoltare il suono primordiale dell’Om. Il Sat Mantra è il mantra della Conoscenza Interiore. “Om Asato Mah Sad Gamaya Tamaso Ma Jyotir Gamaya Mrityor Ma Amritam Gamaya”. “Om. Conducimi dall’ignoranza alla Conoscenza. Conducimi dalle tenebre alla Luce. Conducimi dalla morte all’Immortalità”. [ascolta il Sat Mantra] Il Purna Mantra è il Mantra della Consapevolezza Cosmica. “Om Purnamadah Purnamidam Purnat Purnamudachate Purnasya Purnamadaya Purname Vavasisyade”. “Om. Quello è il Tutto. Questo è il Tutto. Da tutto sorge il Tutto. Se dal Tutto è preso il Tutto Solo il Tutto rimane”. [ ascolta il Purna Mantra ] Il Gayatri Mantra è il Mantra della Conoscenza. “Om Bhur Bhuvah Swaha Tat Savitur Varenyam Bhargo Devasya Dhimahi Dhiyo Yo Nah Pracho Da Yat”. “Om. Meditiamo insieme sulla luce gloriosa e fulgida del Sole cosmico. Possa Egli illuminare le nostre menti e proteggere le nostre azioni”. Questo mantra è considerato il più universale di tutti i Mantra indù, un’invocazione a Brahman come princpio di tutta la conoscenza e creatore del Sole (Savitur ) primordiale, una preghiera al “Sole dell’Intelletto” affinchè illumini e disperda le tenebre dell’ignoranza. [ascolta il Gayatri Mantra ] Il Mritiunjaia Mantra (o Maha Mantra) è il Mantra dell’Immortalità. “Om Tryambakam Yajamahe Sugandhim Pushti Vardhanam Urva Rukamiva Bhandhanat Mrityor Mukshiya Mamritat”. “Om. Onoriamo il Triplice che tutto vede e conosce. Colui che dal profumo soave, nutre tutti. Come un frutto si stacca dalla pianta quando è maturo. Possa egli liberarci dalla morte per l’immortalità”. Questo mantra si rivolge a Tryambak, l’aspetto guaritore di Shiva affinché possa liberare dai legami della nascita e della morte. [ascolta il Mritiunjaia Mantra] Lo Svasti o Shanti Mantra è il mantra della prosperità e della pace . “Sarvesham Svasti Bhavatu. Sarvesham Shantir Bhavatu. Sarvesham Purnam Bhavatu. Sarvesham Mangalam Bhavatu. Lokah Samastan Sukhino Bhavatu”. “Possano tutti essere nella Prosperità. Possano tutti essere nella Pace. Possano tutti arrivare all’Assoluto. Possano tutti ottenere l’Armonia. Possano la Pace e la Gioia essere in tutti”. [ascolta lo Svasti o Shanti Mantra ] L’Ananda Mantra è il mantra dell’armonia. “Tvameva Mata Cha Pita Tvameva. Tvameva Bandusha Sakha Tvameva. Tvameva Vidya Dravinam Tvameva. Tvameva Sarvan mama Deva Deva”. “Tu sei mia madre e mio padre. Tu sei mio parente, mio amico. Tu sei la mia conoscenza e prosperità. E in breve tu sei il mio Tutto, o signore degli angeli”. [ascolta l'Ananda Mantra ] Il Saha Mantra è il mantra della protezione. “Om Saha Navavatu Saha Nau Bhunaktu Saha Viriam Karavavahai Tejasvi Nava Dhitam Astu Ma Vidvisavahai”. “Om. Possiamo essere protetti insieme (Maestro e discepolo). Possiamo essere nutriti insieme. Possiamo acquistare forza insieme. Lascia che la nostra conoscenza diventi Luce. Fa che nessuno ci odi”. [ascolta il Saha Mantra ] Il Gurur Mantra è il mantra della saggezza. “Om Gurur Brahama Gurur Vishnu. Gurur Devo Maheshwara. Gurur Sakshat Parabrahama. Tasmai Shree Grave Namaha”. “Om. Il Guru è Brama, il Guru è Visnu, il Guru è il Signore Shiva. Il Guru aiuta a levare l’ignoranza e a dare Luce divina. Io saluto il mio Guru che mi dona la vera spiritualità, che è l’unica Realtà”. [ ascolta il Gurur Mantra ] Il Sarve Mantra è il mantra della gioia. “Sarve Bhavantu Sukhina Sarve Santu Niramayah Sarve Badrani Pasyantu Ma Kashid Duhkha Bhag Bhavet”. “Possa chiunque essere gioioso. Possa ognuno ottenere la Luce. Che ognuno possa scorgere solo auspici. Che nessuno sia amareggiato da una sola ombra di dispiacere”. [ascolta il Sarve Mantra ] I 4 mantra delle grandi divinità femminili che governano le energie primarie: HRIM è il mantra di Maya contro il potere illusorio della mente. KRIM è il mantra di Kali che risveglia tutte le facoltà spirituali dal risveglio della kundalini all’apertura del terzo occhio (da usare con cautela). HUM è il mantra di Chandi (la forma irata di kali) contro le negatività (da usare con cautela). SRIM è il mantra di Lakshmi che stabilizza il piano emozionale aprendo il cuore alla devozione e all’amore. L’accompagnamento dei mantra con strumenti musicali (come l’armonium, il tamburo..) dà vita alla pratica dei Kirtan (o Sunkirtan), una forma di canto devozionale indiano. Paramahansa Yogananda è stato uno dei primi sostenitori del kirtan in occidente. Largamente praticati anche dagli Hare Krishna di Prabhupada e dai Sik di Guru Nanak. I Bajan sono anch’essi canti devozionali indiani espressi in un linguaggio pieno di devozione (bakthi ), sentimento di amore per Dio e con totale resa ed abbandono. Sono la combinazione di sentimento (bhava), melodia (raga) e ritmo (tala). Vengono eseguiti da gruppi di devoti con un cantante principale. Sathya Sai baba di Puttaparthi ne ha consentito la loro larga diffusione. HOME

  • Gli 8 Stadi Di Pratica | Italia | Accademyc YOGA Bolzano

    Gli 8 stadi di pratica nello Yoga classico; Yama, Nyama, Pranayama, Asana, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi Nello Yoga classico esistono 8 stadi di pratica: Yama, Nyama, Pranayama, Asana, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi YAMA : spiega i codici etici da osservare e seguire nella vita quotidiana, ricordandosi delle proprie responsabilità sociali. Questi sono i 5 principi di Yama: 1) ahimsa (non violenza) 2) asteya (libertà dall'avarizia) 3) satya (verita) 4) brahmacharya (castità) 5) aparigraha (libertà dal desiderio) Ahimsa, richiede introspezione per trasformare azioni e pensieri negativi e distruttivi nel loro opposto. L'ira e la crudeltà e tutte le angherie verso il prossimo sono tutti aspetti della violenza latente presenti in ognuno di noi e contraddicono i principi di ahimsa, mentre la menzogna l'inganno e la falsità si scontrano con quelli del satya. Brahamacharya, non indica la totale astinenza, ma una vita sessuale disciplinata, che rafforzi quella soddisfazione e quella forza morale che vengono dall'interno. Il desiderio di possedere e di usufruire di ciò che é degli altri, guida a commettere cattive azioni; é da questo desiderio che scaturisce lo stimolo di rubare e di desiderare adentemente la roba d'altri (asteya) Parigraha, significa accumulare e radunare: Essere liberi dall'accumulare é aparigraha, é quindi un altra immagine di asteya (non rubare). NYAMA : é la corrente positiva che porta disciplina, allontana l'inerzia e genera il desiderio di seguire il cammino dello Yoga. I 5 principi di Nyama sono: 1) saucha (pulizia) 2) santosa (soddisfazione) 3) tapas (autodisciplina) 4) svadhyaya (studio del sè) 5) isvara pranidhana (devozione a Dio) La purezza del corpo (saucha) é essenziale per il benessere. Mentre buone abitudini come il bagnarsi purificano il corpo esteriormente, asana e pranayama lo puliscono internamente. Si deve inoltre sviluppare la virtù dell'essere pago (santosa). Lo yogi non sente la mancanza delle cose ed é quindi naturalmente felice. Una mente che non é felice non può concentrarsi. Tapas, indica lo sforzo ardente per raggiungere nella vita uno scopo definito. Tapas può essere di 3 tipi: fisico (kayika), al discorso (vachika) o alla mente (manasika). La moderazione (brahamacharya) e la non violenza (ahimsa) sono tapas del corpo. Usare parole non offensive, far conoscere la verità, non parlare male degli altri é tapas del parlare. Sviluppare un modo di pensare che lasci l'individuo equilibrato nella gioia e nel dolore e che mantenga il controllo di se stesso é tapas del pensare. L'educazione é tutto ciò che é di meglio in un essere umano, svadhyaya quindi é l'educazione dell'io. Per rendere la vita sana felice e tranquilla é necessario meditare sulla letteratura sacra in un posto puro. Tale studio dei libri sacri permetterà all'aspirante di concentrarsi e di risolvere i difficili problemi della vita quando sorgono, porrà fine all'ignoranza e donerà sapere. Isvara Pranidhana é la consacrazione al Signore delle proprie azioni e della propria volontà. Colui che ha fede in Dio non dispera, ha ispirazione divina. ASANA , é il terzo stadio dello Yoga; indica la posizione che dona fermezza, salute e leggerezza al corpo. Una posizione ferma e piacevole crea equilibrio mentale e previene l'incostanza della mente. Le asana vanno praticate in luogo pulito e asciutto. Possono essere eseguite da soli in quanto gli arti del corpo forniscono i pesi e i contrappesi necessari. Colui che pratica le asana sviluppa agilità, equilibrio, resistenza e aumenta la propria vitalità. Le asanas si sono perfezionate nei secoli, cosi da esercitare ogni muscolo, nervo e ghiandola del corpo, assicurano un bel fisico, forte ed elastico, e tendono il corpo lontano dalle malattie. Riducono la fatica e calmano i nervi, ma la loro prima importanza é nel fatto che esse allenano e disciplinano la mente. PRANAYAMA , é il quarto stadio dello Yoga e indica il controllo della respirazione. Tale controllo agisce in ogni fase della respirazione e cioè: 1) inspirazione (puraka) 2) espirazione (rechaka) 3) trattenimento (kumbhaka) La durata della vita dello yogi non viene misurata col numero dei suoi giorni ma con quello dei suoi respiri. Perciò egli segue i giusti modelli ritmici della respirazione lenta e profonda, che rafforzano il sistema respiratorio, calmano il sistema nervoso e riducono la bramosia. Man mano che i desideri e le brame diminuiscono, la mente si libera e diventa un mezzo adatto alla concentrazione. Insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllare la respirazione e la mente, quale mezzo per la liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita,energia, forza) e da Ayama (lunghezza,controllo,espansione). Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro (energia vitale) PRATYAHARA , il controllo dei sensi. L'uomo é perduto se la sua ragione soccombe alla forza dei sensi. D'altra parte, effettuando un controllo ritmico sul respiro, i sensi invece di correre dietro agli oggetti esterni del desiderio, si introvertono e l'uomo si libera dalla loro tirannia. Pratyahara significa proprio questo; libertà dalla tirannia dei sensi. DHARANA , forgiato il corpo dalle pratiche delle asanas, purificata la mente dal fuoco di pranayama e portati con pratyahara i sensi sotto controllo, il sadhaka raggiunge il sesto stadio dello Yoga chiamato dharana, in cui la sua mente si concentra su un solo argomento o un solo compito che lo assorbe completamente. Per raggiungere questo stato di assoluta concentrazione la mente deve essere placata. DHYANA ,come l'acqua assume la forma del recipiente che la contiene, la mente, quando contempla un oggetto si trasmuta nella forma di tale oggetto. In questa fase si prova un senso di sollievo, distensione, tranquillità e pace. Tale stato di qiuete prolungata libera l'individuo dall'attaccamento alle cose, rendendolo indifferente alle gioie e ai dolori. SAMADHI , é lo stato del divenire una sola cosa con l'oggetto della meditazione. E' uno stato di totale assorbimento, coinvolgimento, identificazione. Per quanto lo si possa spiegare a livello intellettuale, samadhi lo si può percepire solo al livello del cuore. HOME

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