
ACCADEMYC YOGA CENTER BOLZANO
Risultati di ricerca
搜尋此網站
以空白搜尋找到 50 個結果
- Evento 24 Gennaio 2020 | Accademyc YOGA Bolzano | Bolzano
Eventi e Workshop sullo Yoga presso il centro Accademyc di Bolzano EVENTO ACCADEMYC Y0GA CENTER - 24 GENNAIO 2020 YOGA CON LE CAMPANE TIBETANE E MEDITAZIONE SUI 7 CHAKRA L’evento era basato su esercizi di Pranayama ed Asane basiche alla portata di tutti, una meditazione guidata sul riequilibrio dei 7 Chakra tramite i Bija Mantra (o mantra seme) e sui colori relazionati ai rispettivi Chakra. I 7 Chakra Significato Natura dei Chakra (organi della fisiologia sottile che assorbono il Prana e sostengono le funzioni sia psichiche che fisiche con gli organi. Respirazione (Pranayama) Addominale (riduce lo stress psicofisico) – (CIN Mudra) 1, 2 e terzo Chakra Toracica (attivante, genera energia dinamica ed invita al movimento ed all’azione) – (CIN Maia Mudra) 4. Chakra Clavicolare (attiva le facoltà mentali collegate all’astrazione) – (ADI Mudra) 5. , 6. e settimo Chakra Respirazione Yogica completa(Mudra il gesto del respiro) I tre GUNA Sono le 3 qualità dell’energia Tamas (inerzia – immobilità – pesantezza – oscurità) Rayas (dinamismo – movimento – desiderio) Sattva ( leggerezza – luminosità – apertura – trasparenza Mondo fisico – soprattutto Tamas Calore – elettricità – radiazione – e movimento (prevalentemente rayasica) La coscienza che si esprime attraverso le facoltà psichiche è prevalentemente sattvica. MULADHARA (elemento terra – colore rosso – Mantra Lam) Attivazione del Mula Bandha Asane: TADASANA (MONTAGNA) – VRIKSASANA (ALBERO) – GAJASANA (ELEFANTE) – PADAGUNSTASANA (ACCUCCIATA) – JANU SIRSHASANA. 2) SVADISTHANA (elemento acqua – colore arancione – mantra Vam) Chakra delle emozioni MARJARIASANA (GATTO) – NAVASANA (VARIAZIONE FACILE) – LOCUSTA – MATSYENDRASANA – PASCHIMOTTANASANA (PINZA VERSIONE FACILITATA) – BHADRASANA (CIABATTINO SEMPLIFICATA). 3) MANIPURA (elemento fuoco – colore giallo – Mantra Ram) RANA (MANDUKASANA) Seduti in VAJRASANA (FULMINE) portare i pugni uniti con i pollici in direzione del corpo appena sotto lo sterno. Espirando flettere il tronco in avanti portando l’addome sulle coscie. In questa posizione respirazione per almeno un minuto (fino a 5). KAPALABHATI PRANAYAMA (IN POSIZIONE DI VAJARASANA – SENZA MULA BANDHA) appoggiando una mano sopra l’ombelico respirare (rapporto 2:1 inspirazione / espirazione), dopo 10 volte trattenere il respiro per 30 secondi. PAVANA MUKTASANA (RACCHIUSA) . Flettere le ginocchia da supini, avvicinare le coscie all’addome con una trazione leggera (gomiti verso l’esterno), mantenere 30 secondi, poi allontanare le coscie dalla pancia portandole verticali,serrare le ginocchia e portare le mani verso le caviglie, inserendo il Mula Bandha. Espirando portare il mento in pressione con lo sterno e, mantenendo la rientranza addominale, portare la fronte verso le ginocchia. Trazione delle mani verso il basso, quella dei gomiti verso l’esterno e il basso; la respirazione e’ percepita posteriormente. 4) ANAHATA –(CHAKRA DEL CUORE E CENTRO DELL’ANIMA) elemento aria – colore verde – Mantra Yam MEZZO PONTE DINAMICO (SETU BANDASANA CON LE BRACCIA) – SEGUIRE IL RITMO RESPIRATORIO ALLUNGATA VERSO IL CIELO (TADASANA). Con le braccia in alto, mantenendo le scapole basse, corpo rilassato, in particolare il bacino, mantenere le dita delle mani diritte ma non tese (da 3 a 10 minuti) TRIKONASANA (TRIANGOLO) SBARRA LATERALE (PARSVA PARIGHIASANA) JANU SIRSHASANA . sviluppa la comunicazione fra il 4. Chakra ed i chakra inferiori. PRANAVA MANTRA PRANAYAMA (RESPIRAZIONE). Declamando l’ OM . (posizione mezzo loto pronunciando OOO.. si immagina che l’area delle costole fluttuanti e tutto il torace si espandino lateralmente mentre quando entra la MMMM… la direzione diviene verticale ed il suono risuoni nel capo. 5) VISHUDDA (ELEMENTO ETERE – COLORE AZZURRO – MANTRA HAM) DURGASANA (DURGA) SARVANGASANA MATSYENDRASANA 6) ANJA (IL TEMPO O LA LUCE – COLORE INDACO – MANTRA OM) RESPIRAZIONE DELLA FONTANA GURU NAMASKAR (SALUTO AL GURU) – RIPETERE ALMENO 3 VOLTE PRASARITA PADOTTANASANA NADI SODANA PRANAYAMA 7) SAHASRARA – vuol dire mille e simboleggia l’infinito - (COLORE BIANCO/VIOLA) (nessun mantra) SARVANGASANA (CANDELA) SIRSHASANA (POSIZIONE SULLA TESTA – SOLO AVANZATI) MATSYENDRASANA PRASARITA PADOTTANASANA ARDHA MATSYASANA (PESCE FACILITATA) YOGA MUDRA ASANA (SIGILLO DELL YOGA) Con i più fervidi auguri di buon lavoro… Il vostro maestro Sideri Giancarlo (Accademyc Yoga Center Bolzano) HOME
- Yoga Meeting 2024 Merano | accademyc yoga
Allo Yoga Meeting 2024 a Merano il maestro di Yoga Sideri Giancarlo, dell'Accademyc Center, ha tenuto lezioni collettive di pratica Yoga. E' stato un evento imperdibile per approfondire la pratica di questa millenaria disciplina in un contesto unico e ispirante."
- Yoga sul greto dell'Isarco luglio 2025 | accademyc yoga
Yoga sul greto del fiume Isarco a Bolzano Un sentito grazie a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi l’evento estivo di Yoga sul greto dell’Isarco. La bellezza del luogo, unita alla vostra presenza, ha creato un’atmosfera unica, intrisa di gioia, armonia e profondo rilassamento. Ogni respiro, ogni gesto e ogni sorriso hanno reso questo incontro un momento speciale, da custodire nel cuore come testimonianza di connessione, serenità e gratitudine. HOME
- Glossario-in-sanscrito | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano
le parole in sanscrito che possono avvicinarci al mondo yoga per entrare e scoprire i numerosi aspetti di questa meravigliosa filosofia I termini e le parole sanscrite che seguono sono comunemente usati nei testi yogici e filosofici indiani. Una migliore comprensione del loro significato ci aiuterà a trarre maggiore ispirazione dalle sacre scritture dell’India. Advaita – Non-dualità; l’insegnamento che tutto è una manifestazione della Coscienza. Ahamkara – L’ego, o il senso di essere una personalità separata da Dio. Ajna – Il centro dell’occhio spirituale, situato nello spazio tra le sopracciglia. È conosciuto come il centro della volontà e del comando ed è intimamente collegato al midollo allungato. Akasa – Spesso pronunciato ‘akasha’. Il primo dei cinque elementi materiali, che costituiscono il centro della nature manifestata. Viene tradotto come ‘etere’ o sostanza sottile. Gli altri quattro elementi che costituiscono il regno materiale sono aria, fuco, acqua e terra (solidi). Ananda – Beatitudine. Questo termine viene spesso usato per comporre nomi monastici. Per esempio, Yogananda: “beatitudine attraverso lo yoga o l’unione divina”. Asana – Posizione. Le yogasana sono le varie posizioni praticate nel sistema dell’Hata Yoga. Le posizioni a sedere si usano per la meditazione . Ashram – Un eremitaggio isolato adatto alla pratica delle discipline yogiche e all’addestramento spirituale. Atman – Una particella individualizzata della Coscienza Suprema; l’anima. Avadhuta – Persona completamente autorealizzata che agisce attraverso la mente e il corpo, ma la cui coscienza si estende ad abbracciare l’infinito. Avatar – La discesa della divinità nella forma umana; un’incarnazione di Dio; un salvatore o redentore del mondo. Avidya – Significa “non conoscenza ”. Mancanza di comprensione della natura della Coscienza e delle sue manifestazioni. Ayurveda – Scienza della vita; l’antica scienza vedica della medicina e dei metodi di guarigione. Bhagavan – Signore; letteralmente, chi è dotato dei sei attributi: infinito potere spirituale, giustizia, gloria, splendore, conoscenza e rinuncia. Bhagavad Gita – “Il glorioso canto celeste del Signore”. Un testo sacro fondamentale che descrive l’insegnamento di Sri Krishna al suo discepolo Arjuna. Sri Krishna rappresenta la Coscienza Suprema e Arjuna rappresenta l’anima che cerca. Bhakti – Intenso amore devozionale per Dio. Brahma – L’aspetto primevo di Dio, che si espande e si proietta all’esterno nella manifestazione del mondo. Brahmachari – Persona autodisciplinata che si dedica alle pratiche spirituali sotto la guida di un guru. Brahmacharya – La disciplina spirituale che permette di controllare e regolare le energie e le forze vitali. Brahmaloka – La dimora di Dio, che corrisponde al piano o reame supremo che sta da questa parte del Campo Trascendentale. Brahman – La Realtà Suprema; l’Assoluto, senza attributi o caratteristiche. Brahma Sutra – Noto anche come vedanta sutra. Un trattato di filosofia attribuito a Shankara; un testo sacro importante per chi segue il sentiero della conoscenza. Brahmavidya – La conoscenza della Coscienza Suprema. Buddhi – La facoltà della discriminazione, del discernimento e della determinazione; l’intelletto. Cakra – Un centro di smistamento d’energia attraverso cui passa il prana. I sette chakra principali sono localizzati nel cervello e nella spina dorsale. La parola significa “ruota”. Chit – La Coscienza Suprema nel Suo aspetto di potere dinamico creativo. Chitta – Quell’aspetto della sostanza mentale che comprende pure la memoria e il sentimento; nell’essere umano esiste insieme al principio pensante, all’intelletto e al senso dell’ego. Deva – Un “essere luminoso” o dio. Dei e dee (devi) dimorano nei regni celesti sottili. Dharma – La forza della natura che sostiene e mantiene il processo evolutivo. Il termine si riferisce anche all’ordine evolutivo, ovvero alla via della giustizia. Dharana – Il sesto stadio dello Yoga, ovvero la perfetta concentrazione sull’ideale della meditazione. dhyana – La vera meditazione, che deriva dalla ferma concentrazione . Diksha – Iniziazione yogica, durante la quale si viene istruiti sulle procedure di meditazione, e il guru trasmette la sua energia spirituale al discepolo. Guna – Una delle tre forze o attributi elettrici della natura. I guna sono presenti nel campo di Dio e in tutto l’universo. Guru – La luce che disperde le tenebre. Il guru è considerato una manifestazione di Dio in forma umana, per guidare il discepolo sul sentiero della liberazione spirituale. Gurukripa – La grazia di Dio che, passando attraverso il guru, arriva al discepolo. Guruseva – Il servizio al guru è considerato servizio a Dio. Sintonizzandosi con la mente e la coscienza del guru, il discepolo si pone in sintonia con la coscienza di Dio. Ida – Canale (nadi) sinistro attraverso il quale il prana sottile scorre nel corpo; rappresenta la corrente lunare o la polarità negativa Il canale destro è chiamato pingala e trasporta la corrente positiva Quando questedue correnti si fondono nell’occhio spirituale, durante la meditazione, si percepisce la luce interiore e si ode la vibrazione Om. Ishwara – L’aspetto personale di Dio che governa e regola l’universo. È l’aspetto della Coscienza Suprema che e’il Signore o Sovrano dell’universo. Japa – Ripetizione di uno qualsiasi dei nomi di Dio, ai fini della concentrazione e della meditazione. Jivanmukta – Un’anima libera; chi è liberato mentre ancora brucia del karma residuo attraverso il corpo. Jnana – Conoscenza; jnana Yoga, per esempio, è la via del discernimento che porta alla conoscenza di Dio. kaya-kalpa – Kaya si riferisce al corpo fisico e kalpa significa “periodo o ciclo di tempo”. Il kaya-kalpa è un sistema ayurvedico che mediante la purificazione del corpo, una dieta appropriata, il completo riposo e la meditazione profonda produce il ringiovanimento e la longevità. Karma – La legge di causa ed effetto; ogni azione produce una reazione. A volte il termine è usato nel senso di “dovere”, come quando si dice “è il mio karma fare questo lavoro”. Khechari Mudra – Lo stato in cui uno è libero di muoversi negli spazi della coscienza. È anche un atto fisico nel quale la lingua viene rivoltata all’insù, nella cavità naso-faringea, stimolando un’emissione di fluidi dalla testa. Viene praticato dai kriya yogi avanzati, perché aiuta a mantenere le forze vitali nei centri cerebrali e acquisire una concentrazione perfetta. Kriya – I kriya yogici sono atti di purificazione spontanea a livello sottile, che avvengono quando si desta kundalini. Il termine si usa anche per indicare speciali pratiche e tecniche. Kundalini – Forza vitale statica, dormiente, che si trova nella natura e nel corpo dell’uomo. Quando si desta nella natura, sul pianeta si manifestano le forme di vita. Quando si sveglia nell’uomo, l’anima comincia il suo viaggio attraverso gli spazi interiori verso l’Autorealizzazione. Maha – Grande; come in mahatma, o “grande anima”. Mahadeva – “Grande dio”, titolo usato spesso per indicare il dio Shiva. Mahasamadhi – La cosciente uscita finale dal corpo di uno yogi. Il termine si usa anche per indicare la tomba che si erige sopra il corpo di un santo. Manas – L’aspetto della mente che è la sede o il luogo d’origine dei cinque sensi. Quando un’anima s’identifica col manas viene considerata un essere umano. Mantra – Suono usato per l’influenza specifica che ha sul suo ambiente: fisico, mentale o sottile. Può essere intonato in maniera udibile, recitato mentalmente, o ascoltato durante la meditazione. Maya – Il tessuto o la “stoffa” di cui sono formati i mondi. I componenti di maya sono le particelle di luce, lo spazio, il tempo e l’energia creativa. Maya possiede due caratteristiche: forma la materia, e nasconde la verità all’anima quando questa s’identifica troppo con la creazione esterna. Moksha – Liberazione, o libertà dal coinvolgimento con maya. Mudra – Posizione o gesto simbolico. Sono anche delle tecniche yogiche usate per destare kundalini e acquisire il controllo dei processi vitali. Nada – Diversi suoni interiori che si odono in meditazione. Sono variazioni del suono primevo OM. Il Nadayoga e’ la scienza del suono. Nadi – Canale attraverso il quale scorre il prana nel corpo sottile. Nadi-shuddhi – Purificazione dei nervi e dei canali sottili dovuta all’attivo fluire della shakti dopo il risveglio di kundalini. Nirguna Brahman – La Coscienza Suprema senza attributi o qualità. Il Saguna Brahman indica la Coscienza con attributi e qualità. Nirvikalpa samadhi – L’esperienza della Pura Coscienza senza sostegno mentale o concettuale. Questo stato di samadhi non è permanente finché tutte le impressioni mentali sottili non siano state dissolte. Il savikalpa samadhi è quello che deriva dall’identificazione con la luce o il suono interiore, o con altri aspetti della coscienza. OM – Il suono primevo dal quale emanano tutte le manifestazioni esterne. OM è sinonimo di Aum, Amen e Pranava. Paramahansa – Il più alto titolo che si può dare a uno yogi autorealizzato. Il Paramahansa è colui che vive nel mondo senza rimanerne coinvolto. Paramukta – Lo stato d’illuminazione oltre il jivanmukta. Un paramukta è supremamente libero e non ha legami o coinvolgimenti karmici con maya. Prakriti – I regni materiali (natura) costituiti dagli elementi e dagli attributi elettrici (guna). Il purusa è la forza divina che dà vita a prakriti. Prana – Le forze vitali che danno vita all’universo e a tutti gli organismi viventi. Tutti i prana sono divisioni della corrente del suono OM. Pranayama – Regolazione delle forze vitali, di solito attraverso la regolazione volontaria del respiro , e la pratica di certi mudra particolari. Prarabdha karma – Impressioni subcoscienti che cominciano a manifestarsi o che devono essere esaurite nell’attuale incarnazione. Pratyahara – Il quinto stadio dello Yoga, che si realizza quando l’attenzione e i sensi sono rivolti dentro e interiorizzati. Rasa-lila – La “danza” eterna che ha luogo tra il Signore dell’universo e le anime incarnate. Rishi – Un veggente; chi rivela la saggezza. Sadhana – L’impegno, le discipline e le pratiche spirituali che si fanno per arrivare all’esperienza dell’Autorealizzazione. sahasrara – Il più importante dei sette chakra, localizzato nella parte superiore del cervello. Samadhi – L’unità che si realizza quando le modificazioni mentali cessano d’essere influenti. Samsara – L’eterno divenire del mondo. Samskara – L’impressione lasciata nella mente da un pensiero, sentimento, desiderio o esperienza. I samskara ci influenzano finché non vengono bruciati o dissolti. Samyama – La perfetta contemplazione insegnata nel terzo capitolo degli Yoga Sutra. Concentrazione, meditazione e samadhi costituiscono il processo del samyama. Sanatana Dharma – L’eterna religione, o l’eterna via di giustizia. Si fa risalire ai tempi pre-vedici e si dice che non abbia origine, poiché le sue radici sono nel campo della Pura Coscienza. Sannyasin – Un rinunciante che ha preso i sacri voti per dedicare tutte le sue energie all’Autorealizzazione e, a volte, al servizio del mondo. Shakti – L’energia cosmica che crea e sostiene i mondi. La shakti si sveglia nell’uomo quando viene stimolata kundalini. Shaktipat – La trasmissione della shakti dal guru al discepolo, che può avvenire durante l’iniziazione, oppure spontaneamente ogni volta che ildiscepolo è ricettivo all’esperienza. Shambavi Mudra – Si ha quando la propria attenzione viene focalizzata spontaneamente e fluisce verso la natura divina, sia che gli occhi siano aperti o chiusi. Quando l’attenzione è ferma e non oscilla, si realizza shambavi mudra. Shiva – L’aspetto della Divinità che emana l’energia creativa per formare i mondi e che in seguito ritira l’energia per dissolverli. Shiva è il patrono degli yogi. Siddha – Un essere perfetto, realizzato nello Yoga. Un vero maestro di Yogala cui grazia può destare i discepoli e aiutarli a ottenere la liberazione della coscienza. Siddhi – I poteri della perfezione che derivano dal risveglio dell’anima. Sushumna Nadi – Il canale centrale attraverso il quale kundalini ascende fino al chakra della testa, causando una trasformazione evolutiva del corpo e la più alta esperienza di samadhi. Swami – Persona appartenente all’antico ordine monastico riorganizzato da Swami Shankara nell’ottavo secolo dopo Cristo. Si suppone che dopo l’iniziazione nell’Ordine degli Swami uno viva nella consapevolezza di Dio. Tattva – L’essenza vera o interiore di una cosa. L’essenza dei sensi è la radice dei sensi nella mente. L’essenza dei mondi è Dio. L’essenza di qualsiasi cosa si può conoscere attraverso il samyama, o la perfetta contemplazione. Turiya – Il “quarto” stato di coscienza, che trascende i tre stati comuni di veglia, sogno e sonno profondo. Upanishad – Una raccolta di testi sacri che vedono la loro origine nella tradizione dell’insegnamento orale. Nei tempi antichi il ricercatore andava a vivere con il guru in un eremitaggio e “sedeva vicino” a lui per imparare; da qui il termine Upanishad (upa = vicino; ni = giù; sat = sedere). Vi sono molte upanishad, e Swami Shankara scrisse dei commentari su parecchie di esse. Le upanishad che si occupano di argomenti esoterici formano una raccolta particolare riservata ai ricercatori più avanzati. Tra queste ultime vi è la Shandilya Upanishad, che fu scritta da un antenato di Lahiri Mahasaya. In essa sono spiegate le procedure del Kriya Yoga. Veda – I Veda si riferiscono alla verità rivelata. L’origine dei Veda è la Pura Coscienza. Gli insegnamenti dei Veda formano la base filosofica sulla quale poggia la pratica dello Yoga. Vedanta – Il condensato della saggezza della tradizione vedica. Vedanta significa “la fine o l’essenza dei Veda”. La realizzazione finale è “La Coscienza Suprema è la causa e il supporto di tutto ciò che appare”. Vishnu – L’aspetto personale di Dio che mantiene e preserva l’universo. Brahma espande ed emana. Vishnu mantiene e preserva. Shiva crea i mondi e quindi li dissolve. Questi nomi indicano semplicemente i diversi aspetti di Dio, coinvolti nel processo del mondo. Viveka – Discriminazione tra l’eterno e il transitorio. Vyasa – Un saggio che si ritiene abbia disposto le scritture vediche nella loro forma attuale. Probabilmente Vyasa è il nome usato da molti saggi che hanno lavorato allo stesso progetto nel corso degli anni. Yama – Le proibizioni raccomandate a chi cammina sul sentiero spirituale. Niyama sono le osservanze ingiunte a chi pratica sinceramente lo Yoga. Le regole di yama e niyama sono le basi fondamentali per le pratiche yogiche e per raggiungere la maturità emotiva e i più alti stati di samadhi. Yoga – “Unire insieme”. Un sistema di diverse discipline compatibili che permette di armonizzare le diverse correnti attive e conflittuali nell’essere umano, per poter realizzare direttamente la luce dell’anima. HOME
- libri Yoga | accademyc yoga
I libri che non dovrebbero mancare nella propria biblioteca Di seguito elenco dei titoli di libri Yoga che non possono mancare nella vostra personale biblioteca di casa. Se avete altri titoli da proporre saro' lieto di inserirli su questa pagina !
- i testi sacri | accademyc yoga
Esplora i testi sacri dello Yoga con Sideri Giancarlo all'Academyc Yoga Center di Bolzano. Approfondimenti su opere fondamentali come gli Yoga Sutra di Patanjali e la Bhagavad Gita, per una comprensione profonda della filosofia e della pratica dello Yoga.acri dello Yoga I testi sacri dello yoga contengono l'essenza delle esperienze di generazioni di grandi maestri yoga. Per molti secoli queste esperienze furono tramandate per via orale finché vennero poi riportate in forma scritta. La maggior parte dei testi yoga contiene brevi versi in sanscrito corredati di commenti per spiegarli. E’ interessante sapere che ogni generazione di maestri yoga compose nuovi commenti per rispondere ai bisogni dei tempi e al livello evolutivo dei prorpi allievi. Questi sono i più noti testi sacri dello yoga: Filosofia yoga generale Bhagavad Gita Srimad Bhagavatam Bhagavad Gita La Bhagavad Gita, scritta dal saggio e santo Vyasa, consiste di 700 versi in sanscrito. Essa è l'essenza filosofica della grande epopea indiana del Mahabharata. In questo dialogo senza tempo fra il maestro o guru Krishna e l'allievo Arjuna, la Bhagavad Gita insegna all'uomo l'arte del retto vivere e del retto agire. Il dialogo si articola intorno alla complessa domanda di quale sia la vera natura dell'uomo e quale il suo rapporto con Dio. Esso ha su un campo di battaglia, simbolo della lotta incessante fra la natura più bassa e quella più alta (vera) dell'uomo. Secondo la Gita, ci sono tre percorsi che conducono alla verità suprema: il sentiero del servizio disinteressato (Karma Yoga), il sentiero dell’amore e della devozione a Dio (Bhakti Yoga) ed il sentiero della conoscenza (Jnana Yoga). Nella sua grandezza filosofica, la Bhagavad Gita rappresenta l'essenza della saggezza dei Veda. Srimad Bhagavatam In questo testo sacro il Dio Krishna è la figura centrale di un'enciclopedia completa su etica, filosofia e spiritualità indiane. Lo Srimad Bhagavatam è un lavoro significativo sul Bhakti (devozione) in armonia con la conoscenza (Jnana). Qui l'ambrosia del Bhakti è unita all’elisir dello Jnana. Questa scrittura sacra è unica per bellezza, fascino, lingua e filosofia. Filosofia vedanta Le Upanishad Le opere di Sankaracharya (Il gran gioiello della discriminazione, La conoscenza della verità, La conoscenza del Sé) Le Upanishad Le Upanishad sono l’ultima parte dei Veda e costituiscono il fondamento della filosofia vedanta. Si dice che contengano le esperienze mistiche dei grandi saggi. Il termine Upanishad significa 'star seduti vicino', cioè vicino a un insegnante o a un guru che trasmette oralmente all’allievo la sua conoscenza spirituale. Le Upanishad classiche sono 108. Le opere di Sri Adi Sankaracharya Sankaracharya ha vissuto nell'ottavo secolo dopo Cristo ed è considerato uno dei più grandi filosofi indiani e il più importante esponente della filosofia della non-dualità o advaita vedanta. Il gran gioiello della discriminazione Vivekachudamani (letteralmente il “il gran gioiello della discriminazione”), un capolavoro che consiste di 580 versi, è scritto in forma di dialogo fra insegnante e allievo e tratta di temi come le varie tecniche di meditazione, le caratteristiche di un guru e come raggiungere la realizzazione del Sé. L'allievo impara gradualmente come raggiungere Brahman o la Coscienza Suprema. Tattva Bodha – La conoscenza della verità Chi sono io? Qual è il senso della vita? Il Tattva Bodha (“la conoscenza della verità”) risponde a queste e ad altre domande. Il Tattva Bodha è scritto in forma di dialogo fra allievo e insegnante e descrive il concetto dei tre corpi, i tre guna (qualità della natura), i tre stati della mente, la discriminazione tra ciò che è reale e ciò che è irreale e altri temi di questo genere. Dedicandosi intensamente a queste domande, l’aspirante spirituale raggiunge la realizzazione del Sé, ovvero la conoscenza dell'unità del Sé con l'Assoluto o Dio. Atma Bodha – La conoscenza del Sé L’Atma Bodha o “la conoscenza del Sé” è un breve trattato sull’advaita vedanta, detta anche filosofia della non-dualità, e consiste di 68 versi scritti in sanscrito. Il termine non-dualità si riferisce alla convinzione che l'anima individuale (Atman) e l'anima universale e assoluta (Brahman) siano la stessa cosa. Secondo l’Atma Bodha, la falsa identificazione con gli oggetti fugaci del mondo materiale può essere superata soltanto quando la consapevolezza del Sé o dell’Eterno appaiono evidenti. Psicologia yoga I Raja Yoga Sutra di Patanjali Maharishi I Raja Yoga Sutra di Patanjali Maharishi sono un manuale ideale per capire e controllare i propri pensieri. Nella storia ancora recente dello yoga in occidente, questo testo classico rappresenta una guida completa per la pratica della meditazione a livello fisico, mentale e spirituale. Il prerequisito più importante per chi intraprende il sentiero spirituale è la fiducia nella propria autodisciplina. Non importa quanto uno sia istruito, senza autodisciplina non può esservi nessun vero progresso. Questo libro è uno strumento prezioso per i praticanti dello yoga in occidente, specialmente se l’intesse è di studiare la psicologia spirituale dello yoga, ovvero la più antica psicologia che l'umanità conosca. Hatha Yoga Hatha Yoga Pradipika Gheranda Samhita Siva Samhita I tre testi classici sullo Hatha Yoga Hatha Yoga Pradipika Lo Hatha Yoga Pradipika è un manuale classico sullo Hatha Yoga. Fu scritto in sanscrito nel XV secolo da Swami Swatmarama, un discepolo di Swami Goraknath, ed è considerato il più antico testo giunto a noi sullo Hatha Yoga. Esso contiene sia le istruzioni sulla pratica delle posizioni (Asana), sugli esercizi di respirazione (Pranayama) e sulle tecniche di purificazione (Kriya), sia una descrizione delle differenti energie del corpo. Gheranda Samhita Il Gheranda Samhita, nome in sanscrito per ‘compendio di Gheranda’, fu scritto nel XVII secolo ed è uno dei tre testi classici sullo Hatha Yoga. Questo esauriente lavoro parla in modo particolare degli Shat Kriya, le pratiche di purificazione degli organi interni, o Ghatastha Yoga . Siva Samhita Siva Samhita, significa ‘compendio di Siva’. Questo testo, il cui l'autore è sconosciuto, è scritto in forma di dialogo fra il dio indù Siva e la sua consorte Parvati ed è considerato il testo più completo sullo Hatha Yoga (posizioni). Tra le altre cose, affronta le diverse correnti filosofiche, le asana, la meditazione, le energie del corpo, l'importanza del guru, i quattro sentieri dello yoga e i vari metodi per raggiungere la liberazione e come superare gli ostacoli per ottenerla. Bhakti Yoga Bhakti Sutra di Narada In questo testo classico, il saggio indiano Narada descrive il sentiero della devozione a Dio (Bhakti Yoga). L’opera è scritta in forma di sutra (sutra in sanscrito significa collana o filo), un manuale in versi che consiste di 84 aforismi su come coltivare il Bhakti (amore divino). Il Bhakti Yoga è uno dei quattro sentieri classici dello yoga, oltre allo Jnana Yoga (o yoga della conoscenza), al Raja Yoga (controllo della mente) e al Karma Yoga (servizio disinteressato) e, al giorno d’oggi, è considerato il percorso più facile e più diretto per giungere alla realizzazione del Sé. Epopee Mahabharata Ramayana Mahabharata Il Mahabharata, nella sua versione originale in sanscrito, consiste di 100.000 versi ed è il poema epico più lungo al mondo. Si dice che l’autore sia stato il saggio Vyasa e che Ganesha (il Dio con la testa di elefante) lo scrisse sotto sua dettatura. Narra l’affascinante storia dei cinque fratelli Pandava, di come il fratello maggiore Yudhisthira, la personificazione del dharma o della rettitudine, perse il suo regno al gioco e fu costretto ad andare in esilio per 12 anni con i fratelli, Bhima, Arjuna, Nakula e Sahadeva e la loro regina, Draupadi. Nel corso degli anni vissero molte emozionanti avventure – accanto al loro cugino, il Signore Krishna – mentre si preparavano per la battaglia imminente contro il loro nemico, Duryodhana. Il cuore dell'epopea è la Bhagavad Gita che contiene gli insegnamenti del Signore Krishna ad Arjuna sul campo di battaglia, simbolo della lotta fra la mente superiore e quella inferiore. Il Mahabharata affascina per la sua trama colma di intriganti intrecci secondari e per l’indimenticabile schiera di personaggi che rappresentano l’ampia diversità delle esperienza umane. Ramayana Ramayana significa letteralmente la storia di Rama . È una delle epopee più antiche della letteratura sanscrita. L'autore è il saggio Valmiki. Il poema racconta la storia di Rama e di Sita, incarnazioni del Signore Narayana e della sua consorte Lakshmi. Rama rappresenta il dharma, la virtù dell’onestà. Egli è la personificazione dell’ideale di figlio, di marito e di statista. Il Ramayana racconta dei 14 anni durante i quali il principe Rama visse di esilio a seguito degli intrighi alla corte di suo padre, il re Dasaratha. La moglie fedele di Rama, Sita, e suo fratello Lakshmana, lo seguirono nella foresta. Un giorno Sita fu rapita dal demone Ravana. Il dio-scimmia Hanuman e un esercito di scimmie e di orsi aiutarono Rama a sconfiggere l'esercito di Ravana e a salvare Sita. Le drammatiche avventure e l’eccezionalità dei protagonisti fanno del Ramayana – insieme al Mahabharata – l’opera letteraria più importante della cultura indiana. HOME Qui sotto il link di collegamento ad un bellissimo sito che ti collega a tutto il mondo dei testi sacri !! ENTRA
- Regolamento e Costi | Italia | Accademyc YOGA Bolzano
Regolamento e Costi | Italia | Accademyc YOGA Bolzano Come iniziare Si ricorda che tutte le attività dell'Accademyc Dance & Fitness Club BZ - associazione sportiva dilettantistica - Yoga - Attività sportiva finalizzata alla salute ed al fitness sono rivolte ai soci e che la tessera associativa annuale dà il diritto a partecipare a tutte le attività dell’associazione o eventi straordinari come workshops, conferenze, videoproiezioni, durante la sua validità. La nostra associazione è affiliata alla Libertas, uno dei principali enti nazionali di promozione sportiva riconosciuto dal CONI per numero di tesserati e società iscritte. Perciò, per iscriversi ai corsi è necessario diventare socio e: 1. Compilare la domanda di affiliazione che riceverai al momento dell’iscrizione. 2. Portare un certificato medico di “sana e robusta costituzione che attesti detta idoneità a praticare attività sportiva dilettantistica come da DM 24.04.13; a tal proposito l’associazione declina ogni responsabilità per il mancato deposito dello stesso. 3. Versare la quota associativa con copertura assicurativa: da settembre al 31 agosto la tessera costa €35.00. Approfondimento: Qualcuno sostiene che le cose spirituali non dovrebbero essere pagate. Questo a mio modo di vedere e' un errore da diversi punti di vista. Ogni professionista serio si fa pagare per quello che sa fare (per tutto il percorso di formazione che ha compiuto e per il tempo che attivamente dedica al proprio lavoro). Lo Yoga, se insegnato in quanto metodo, non fa eccezione, come per qualunque altro metodo. Nel mondo dell'Energia tutti i maestri sanno che nulla si ottiene gratis, ma si ottiene attraverso fatica, sacrificio, rinunce, prove ed errori, esperienza vissuta e concreta. Chi dedica il suo prezioso tempo (che non torna mai più indietro) DEVE nell'ottica dell'equilibrio universale ricevere uno scambio adeguato. Che non necessariamente si traduce in energia-denaro, ma che per lo più nella nostra società occidentale si configura come energia denaro. Gratis mai: gratis è totalmente antievolutivo, fuori dalla logica delle leggi dell'universo e progresso faticato, sudato e meritato. Nessuno al mondo può fare un passo al posto nostro nella nostra evoluzione spirituale! "L'uomo deve salvare se stesso con i propri sforzi, nessuno può fare per lui quel ch'egli deve fare per se stesso" (Siddharta Gautama Buddha) Suggerimenti per la tua prima lezione di Yoga “Keep it pure and simple”, Sri Manju Pattabhi Jois – Questo è il più importante suggerimento dato dal Maestro Manju Jois. Lo Yoga è puro e semplice, non è necessario renderlo più complicato. Praticare la non-violenza con se stessi: ascoltare il proprio corpo e non superare i suoi limiti. Rispettare la pratica altrui: lo Yoga non è una competizione né un’occasione per esibirsi. Rispettare i compagni ed il vostro insegnante: essere puntuali, ricordarsi di mettere il cellulare nella modalità “silenzioso” e mantenere l’armonia nella sala Yoga . Fare più silenzio possibile prima della lezione e durante gli intervalli. Evitare di mangiare almeno 2-3 ore prima. Osservare il “saucha”: fare una doccia prima della lezione o, almeno, lavare mani e piedi. Evitare l' abbigliamento sintetico, perché non favorisce la sudorazione. Evitare pensieri e parole negative del tipo: “non riesco”, “ce la devo fare” (per forza), “chi me lo ha fatto fare?”, ecc. Questo tipo di atteggiamento e di energia negativa non ti aiuta a raggiungere le posture. Mantieni il tuo respiro, ascoltalo e concentrati su quello che fai in quel preciso momento. Accontentati della tua pratica e continua a provare. Informare l’insegnante riguardo qualsiasi malattia, lesioni, gravidanza o ciclo mestruale Sentirsi liberi di chiedere qualsiasi cosa all’insegnante prima o dopo la lezione. HOME
- Asana | Italia | Accademyc YOGA Bolzano
una buona parte delle posizioni dello Yoga spiegate da maestri con foto, descrizione, effetti, controindicazioni, ecc. Che cos'è un âsana? Questa parola, che normalmente si traduce come «posizione», significa «ciò che è saldo e comodo» e sottintende per uno yogin tutte le posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità, assenza di sforzo. Queste condizioni sono indispensabili perché le posizioni siano definite yogiche, in quanto gli âsana danno modificazioni a livello profondo solo se la posizione viene mantenuta a lungo. Quando eseguiamo una posizione dobbiamo sentirci nella nostra totalità: spirito, corpo, mente tesi all'unità. Le posizioni si potrebbero dunque definire un rituale, una preghiera di tutto il nostro essere. I benefici degli âsana Gli effetti fisici degli âsana sono molti: tra gli altri essi risvegliano le attività dei muscoli che normalmente tendono ad atrofizzarsi, perché poco utilizzati, specialmente quelli del torace, della parete addominale, del dorso, ecc. Alcuni âsana potenziano il tono muscolare, mentre altri esercitano un'azione di allungamento su tendini e muscolatura. Ciò migliora la mobilità delle articolazioni, rendendo il corpo più sciolto e mobile. Inoltre ogni âsana ha un'azione specifica su alcuni organi interni e porta equilibrio al sistema nervoso centrale. Gli effetti energetici o «pranici » delle posizioni sono però ancora più importanti. Infatti esiste un corpo energetico o fluidico in tutto aderente al corpo fisico; le loro funzioni sono strettamente correlate. Gli organi principali del corpo pranico sono appunto i chakra , ricettori, accumulatori e distributori della forza pranica. Ogni âsana agisce su di un chakra o su più d'uno. La compressione o distensione subita dalle parti del corpo umano che hanno corrispondenza diretta nei chakra si ripercuote sulle funzioni dei chakra medesimi. Sappiamo infatti che l'hatha-yoga non agisce solo sul corpo come una comune ginnastica, ma crea armonia su tutti i piani (fisico, mentale, spirituale). Gli âsana sono molti - più di otto milioni secondo le scritture! - tuttavia è sufficiente praticarne un numero limitato per conservare un perfetto equilibrio fisico e psichico. HOME HOME
- Mudra | Bolzano | Accademyc YOGA Bolzano
grazie ai Mudra il tuo corpo gestirà il Prana e lo tratterrà dentro il corpo per una maggiore consapevolezza, i mudra agiscono stabilendo un collegamento dirett I mudra sono posture delle mani molto usate nello yoga e in particolare nella meditazione. I mudra: i sigilli dell’energia L’ayurveda, la medicina tradizionale indiana, attribuisce a ogni dito della mano un elemento naturale e una correlazione ai chakra , i punti nodali che collegano i canali energetici del prana, l’energia che scorre nel corpo. Anche la medicina cinese, che a questi canali dà il nome di meridiani, individua su ciascun dito un meridiano collegato a un organo del corpo umano. Le dita e i rispettivi elementi e chakra nella tradizione indiana: Dito Elemento Chakra Mignolo Acqua Chakra sacrale Anulare Terra Chakra della radice Medio Cielo, materia sottile Chakra della gola Indice Aria Chakra del cuore Pollice Fuoco Plesso solare In quella che potremmo chiamare una sorta di “riflessologia palmare”, stimolare una determinata parte della mano e delle dita può attenuare disturbi, favorire il rilassamento e aiutare nella concentrazione: il chin mudra di cui abbiamo parlato poco fa, ad esempio, concentra il flusso del prana verso i chakra superiori e aiuta a concentrarsi sulla mente e sul Sé. Nello yoga i mudra sono detti anche chiusure e sono molto usati nella meditazione e nel pranayama, poiché sigillano l’energia nel corpo e ne indirizzano il flusso in una particolare direzione, per stimolare le parti del corpo coinvolte nella respirazione e per rivolgere il prana verso un particolare organo. Con la pratica regolare dello yoga e della meditazione, man mano che la nostra sensibilità si acuisce, non è raro percepire il fluire del prana, per esempio nel calore che si raccoglie sui palmi delle mani rivolte verso l’alto in meditazione. Come lettere che si combinano per formare parole diverse, le dita e le mani possono costruire numerose serie di mudra, a una o a due mani; le loro combinazioni vengono utilizzate in particolari stili di yoga, per esempio il Kundalini yoga. L’ushas mudra è un altro mudra usato nella meditazione. Aiuta a combattere l’apatia, rinfresca le energie e dona lucidità alla mente. Foto tratta dal libro La Meditazione con i Mudra di Andrea Christiansen, Bis Edizioni HOME
- accademyc yoga
danza, fitness ,yoga e posturale all'Accademyc Dance di Bolzano con insegnanti professionisti dall'esperienza pluriennale che ti seguiranno personalmente
- Home | Accademyc Yoga Center Bolzano
Accademyc Yoga Center Bolzano, centro yoga, yoga tradizionale, meditazione, pranayama, riequilibrio posturale , avvicinati a questa disciplina millenaria - “Lo Yoga è come la musica. Il ritmo del corpo, la melodia della mente e l’armonia dell’anima creano la sinfonia della vita.” (B.K.S. Iyengar) YOGA DENTRO DI NOI C'E' TUTTO Attraverso la pratica delle “asana” (posizioni), del pranayama (Tecniche di respirazione) della meditazione , dei Mudra (sacri sigilli) e dei Bandha (fissaggio posturale) la mente entra in connessione profonda col corpo, aqquietando le onde pensiero (vritti) ,trovando serenità, pace interiore e rilassamento profondo. Ma lo yoga non è solo questo. Lo yoga è anche disciplina. E come tale aiuta a sviluppare una maggiore autocoscienza insegnando a fare esercizio a un ritmo più lento e più pensato, contribuisce a porre l’attenzione sulla respirazione, stimolando così il sistema cardio-polmonare e migliorando la flessibilità articolare e la tonicità muscolare. Con lo yoga si entra in un mondo nuovo dove la mente si collega al corpo in una nuova consapevolezza facendo affiorare il nostro Athman (la parte divina ed immortale) che c’e’ in ognuno di noi . Lo yoga è profonda e continua trasformazione , un viaggio quotidiano che ci avvicina sempre di piu all’assoluto (Uno/Tutto). HOME
- Festival-d-oriente-10-12-2016 | Accademyc YOGA Bolzano
Festival dell'Oriente presso la fiera di Padova presso vari padiglioni olistici. 20161209_103519 copia 20161209_124530 copia 20161209_124015 copia 20161209_103519 copia 1/38 HOME

